Cosa deve dire una circolare sui pidocchi, e cosa no

Una comunicazione alle famiglie funziona quando ottiene una cosa sola: che quella sera, a casa, i genitori controllino davvero la testa dei bambini. Tutto il resto — il tono, la lunghezza, i riferimenti normativi — conta meno di questo.

Perché succeda, il testo deve dire in modo semplice che cosa è stato segnalato, come si controlla e cosa fare se si trova qualcosa. Tre cose, in quest'ordine.

Da scrivere sempre

  • Che è una situazione comune. I pidocchi non dipendono dall'igiene e non portano malattie: dirlo riduce l'imbarazzo, e l'imbarazzo è il motivo per cui molte famiglie non avvisano.
  • Il metodo del controllo. «Controllate i capelli» non basta: chi non ha mai visto una lendine non sa dove guardare.
  • Che il bambino torna a scuola subito. Il giorno dopo il primo trattamento, senza aspettare che le lendini siano sparite.
  • A chi comunicarlo. Un indirizzo o un recapito della scuola, così la segnalazione arriva a qualcuno.

Da non scrivere mai

  • Il nome del bambino, o dettagli che lo rendano riconoscibile (il posto in classe, il giorno dell'assenza, la squadra della gita).
  • La parola «epidemia» per un caso singolo: allarma e basta.
  • Obblighi dati per scontati, come il certificato medico per il rientro: di norma non serve, e le regole precise le danno la ASL e il regolamento d'istituto.
  • Prodotti indicati per nome: la scelta è del farmacista o del pediatra, e una scuola che consiglia un prodotto si prende una responsabilità che non le compete.

Una circolare non è un documento sanitario e non sostituisce il parere del pediatra o del farmacista: informa e orienta, e questo le basta.

Modello 1: c'è un caso in classe

È il testo da usare quando una famiglia ha segnalato un caso. Copia, sostituisci le parti fra parentesi quadre e mandalo.

Comunicazione alle famiglie — caso segnalato

Oggetto: comunicazione alle famiglie — controllo pediculosi Gentili genitori, vi informiamo che è stato segnalato un caso di pediculosi (pidocchi del capo) nella classe di vostro figlio. È una situazione frequente fra i bambini in età scolare: non dipende dall'igiene, non comporta rischi per la salute e si risolve in pochi giorni. Vi chiediamo di controllare i capelli di vostro figlio o di vostra figlia questa sera, e poi ogni due o tre giorni per le prossime due settimane. Il controllo si fa così: • passate un pettine a denti fitti su tutta la testa, ciocca per ciocca, e scaricatelo ogni volta su un foglio di carta bianca o su un fazzoletto di carta; • guardate da vicino la base dei capelli, soprattutto sulla nuca e dietro le orecchie: è lì che vengono deposte le uova, le lendini; • le lendini sono ovali, chiare e restano attaccate al capello anche scuotendolo; la forfora, invece, si stacca. Se trovate pidocchi o lendini: • iniziate il trattamento con un prodotto specifico, che trovate in farmacia, seguendo le istruzioni della confezione; • vostro figlio può tornare a scuola il giorno successivo al primo trattamento: non serve attendere che tutte le lendini siano sparite, né presentare un certificato medico; • ripetete il trattamento dopo 7-10 giorni, perché le uova sopravvissute si schiudono in quell'intervallo; • avvisate la scuola scrivendo a [indirizzo email della scuola]: potremo informare le altre famiglie senza fare il nome di nessuno. Se avete dubbi su quello che avete trovato, chiedete al pediatra o al farmacista. Vi ringraziamo per la collaborazione. [Luogo e data] [Firma del dirigente scolastico o del referente]

Sul rientro a scuola dopo il primo trattamento e sul trattamento ripetuto: Istituto Superiore di Sanità — Epicentro.

Modello 2: il controllo di inizio anno

Questo si manda a settembre, prima che arrivi il primo caso. È la comunicazione più utile delle due, perché una testa controllata a settembre evita la circolare di ottobre.

Comunicazione alle famiglie — controllo periodico

Oggetto: controllo periodico della pediculosi Gentili genitori, con la ripresa delle lezioni vi invitiamo, come ogni anno, a controllare regolarmente i capelli dei vostri figli. I pidocchi del capo sono frequenti fra i bambini e si trasmettono per contatto diretto fra le teste, durante il gioco: non dipendono dall'igiene e non sono un problema di pulizia. Un controllo ogni settimana richiede pochi minuti: • passate un pettine a denti fitti su tutta la testa, scaricandolo su carta bianca dopo ogni passaggio; • osservate da vicino la base dei capelli, sulla nuca e dietro le orecchie; • le lendini sono piccole, ovali e restano attaccate al capello; se quello che vedete si stacca soffiando o scuotendo, di solito è forfora. Se trovate qualcosa, non è necessario tenere il bambino a casa più del dovuto: dopo il primo trattamento può tornare a scuola il giorno successivo. Vi chiediamo però di avvisarci a [indirizzo email della scuola], così potremo invitare le altre famiglie a fare un controllo, senza indicare nessuno. Per qualsiasi dubbio restano a disposizione il pediatra e il farmacista. Grazie per la collaborazione. [Luogo e data] [Firma del dirigente scolastico o del referente]

Il nome non si scrive: perché, e cosa si può dire

Che un bambino abbia i pidocchi è un'informazione sulla sua salute. La scuola la tratta come tratta le altre: non la comunica alle altre famiglie, e non la lascia intuire.

La differenza pratica è tutta in come si scrive la stessa frase.

Da evitare

«Il bambino della 2ª B rientrato lunedì dalla gita ha i pidocchi.»

In una classe di venti persone questa frase indica una persona sola.

Da usare

«È stato segnalato un caso di pediculosi in una classe del plesso.»

Dice tutto quello che serve a chi legge: controllare stasera.

Vale anche al contrario: la famiglia che segnala un caso non è tenuta a dirlo a nessuno oltre alla scuola, e la scuola non chiede il permesso di avvisare gli altri, perché non fa nomi.

Dopo la circolare: chi fa cosa

La comunicazione è il primo passo, non l'ultimo. Nelle due settimane successive il lavoro si divide così.

La scuola

  • manda la circolare alla classe interessata e a quelle che condividono spazi o attività, non all'intero istituto;
  • raccoglie le segnalazioni che arrivano dalle famiglie, per capire se i casi sono uno o dieci;
  • ricorda il controllo una seconda volta dopo dieci giorni: è quando si schiudono le uova sopravvissute al primo trattamento;
  • non esclude dalle lezioni un bambino che ha iniziato il trattamento.

Le famiglie

  • controllano la sera stessa, e poi ogni due o tre giorni;
  • trattano solo chi ha pidocchi o lendini: non tutta la famiglia per precauzione;
  • ripetono il trattamento dopo 7-10 giorni;
  • Fonte: Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro — Pediculosi.
  • avvisano la scuola, che è la parte che salta più spesso e la sola che interrompe il giro.

Non sei sicuro di quello che hai trovato?

Puoi mandarci una foto di quello che hai visto sul pettine o alla base dei capelli: la guarda una persona del nostro team, non un programma, e ti risponde. È il modo più rapido per togliersi il dubbio prima di trattare.