È il primo rimedio che suggerisce chiunque, ed è anche quello su cui si perde più tempo. L'aceto non uccide i pidocchi e non fa cadere le lendini: al massimo ne ammorbidisce un poco l'attacco al capello. Qui spieghiamo cosa fa davvero, cosa rischia un bambino e cosa fare al suo posto.
L'aceto — bianco, di mele o essenza — non uccide i pidocchi e non uccide le lendini. Al massimo ammorbidisce un poco la colla che tiene la lendine attaccata al capello, ma non in modo affidabile: le lendini vanno tolte comunque con il pettine. Su un cuoio capelluto graffiato può bruciare, e non va mischiato ai prodotti della farmacia. Quello che funziona è un prodotto specifico più il pettine a denti fitti, con una seconda applicazione dopo 7-10 giorni.
Cosa fa davvero l'aceto, e uccide le lendini?
La lendine — l'uovo del pidocchio — non è appoggiata al capello: è incollata. La femmina la depone a pochi millimetri dal cuoio capelluto e la fissa con una sostanza che indurisce, resistente all'acqua e allo shampoo. È per questo che le lendini restano lì mentre la forfora cade.
L'idea dietro l'aceto è questa: essendo acido, dovrebbe sciogliere quella colla. Nella pratica la ammorbidisce un poco, a volte, e non in modo prevedibile. Dopo il risciacquo le lendini sono ancora attaccate, e vanno tolte comunque con il pettine.
Quello che l'aceto non fa
Non uccide i pidocchi adulti. Sopravvivono al risciacquo e continuano a deporre uova.
Non uccide le uova. Una lendine vitale si schiude lo stesso, sette-dieci giorni dopo.
Non protegge dal contagio. L'odore non tiene lontano niente: i pidocchi passano per contatto diretto fra le teste.
Perché non basta (e perché sembra che funzioni)
Chi usa l'aceto e poi pettina con cura vede uscire pidocchi e lendini, e conclude che l'aceto ha funzionato. Ma quello che li ha tolti è il pettine, non l'aceto: la stessa pettinatura sui capelli asciutti, con un districante o un balsamo senza risciacquo, dà lo stesso risultato.
Il problema arriva dopo. Se restano uova vitali, in una settimana o poco più si schiudono e l'infestazione riparte: i genitori si trovano da capo, e questa volta con la sensazione che «non funzioni niente». Per questo i trattamenti specifici si ripetono dopo 7-10 giorni — è l'intervallo in cui si schiude quello che era sopravvissuto.
Come si riconosce un rimedio che non sta funzionando
dopo il trattamento si trovano ancora pidocchi che si muovono;
a distanza di una settimana compaiono lendini nuove, vicinissime al cuoio capelluto;
il prurito non passa, o torna.
In tutti e tre i casi conviene parlarne in farmacia o con il pediatra, invece di provare un altro rimedio casalingo.
L'aceto è sicuro sui capelli dei bambini?
L'aceto da cucina diluito è una sostanza blanda, ma la testa di un bambino con i pidocchi non è una testa qualunque: è graffiata dal grattamento, a volte con piccole escoriazioni dietro le orecchie e sulla nuca.
Da evitare
Attenzione a
La pelle già rotta. Sull'escoriazione l'acido brucia, e un bambino che brucia non si fa più avvicinare: il controllo successivo diventa una battaglia.
Gli occhi. Un rivolo che scende dalla fronte fa molto male. Se succede, si sciacqua subito con acqua abbondante.
Le versioni concentrate. L'essenza di aceto e l'aceto non diluito possono irritare la pelle: non sono «più efficaci», sono solo più aggressive.
I miscugli. Aggiungere aceto a un prodotto della farmacia non lo potenzia, e in qualche caso può interferire con il modo in cui agisce. Si chiede prima al farmacista.
Un'ultima cosa che vale per tutti i rimedi casalinghi: non vanno mai usati vicino a fonti di calore. Alcuni — soprattutto quelli a base di olio o alcol — sono infiammabili, e il phon dopo l'applicazione è un'abitudine comune.
E l'aceto con il bicarbonato? E gli altri rimedi?
Spesso l'aceto si trova abbinato ad altro. L'accoppiata più citata è aceto e bicarbonato: fanno una schiuma effervescente sul momento, ma è solo una reazione chimica fra i due, non un'azione sui pidocchi o sulle uova. Sul cuoio capelluto graffiato, anzi, è più facile che bruci. Lo stesso vale per sale, limone o maionese aggiunti all'aceto: nessuno di questi mélange ha prove di efficacia, e più ingredienti si mescolano più sale il rischio di irritare la pelle di un bambino.
Gli altri rimedi casalinghi — olio e maionese per «soffocare», oli essenziali come il tea tree, il phon o la piastra, fino a rasare i capelli — li trovi spiegati uno per uno, con cosa fanno davvero, nella guida dedicata: metodi alternativi contro i pidocchi.
Cosa funziona davvero al posto dell'aceto?
Due cose, e sono molto meno pittoresche dell'aceto.
1. Un prodotto specifico, usato come dice la confezione
Si compra in farmacia. Il farmacista sa quali sono adatti all'età del bambino e cosa cambia fra i vari tipi. La parte che si salta più spesso è la seconda applicazione dopo 7-10 giorni: senza quella, il ciclo ricomincia. Fonte: Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro — Pediculosi: le uova schiudono in 7 giorni e in genere serve una seconda applicazione 7-10 giorni dopo la prima.
2. Il pettine a denti fitti, fatto bene
Sui capelli asciutti, con un districante o un balsamo senza risciacquo, ciocca per ciocca, dalla radice alle punte, scaricando il pettine ogni volta su un foglio di carta bianca — così si vede cosa esce. Richiede una mezz'ora e va ripetuto ogni due o tre giorni per un paio di settimane. È noioso, ed è la parte che decide il risultato.
Hai trovato qualcosa e non sai cos'è?
Puoi mandarci una foto di quello che hai visto sul pettine o alla base dei capelli: la guarda una persona del nostro team, non un programma, e ti risponde. Sapere se è una lendine o un residuo di forfora cambia tutto quello che c'è da fare dopo.
No. L'aceto da cucina non uccide i pidocchi adulti e non danneggia le uova. Viene usato nella tradizione per ammorbidire la sostanza con cui la lendine resta attaccata al capello, ma non è un trattamento contro l'infestazione.
L'aceto stacca le lendini?
Può ammorbidire un poco l'attacco della lendine al capello, ma non in modo affidabile: dopo il risciacquo le lendini restano quasi sempre attaccate e vanno comunque tolte con il pettine a denti fitti, che è la parte che conta davvero.
L'aceto sui capelli dei bambini è pericoloso?
Sul cuoio capelluto già graffiato dal grattamento l'aceto brucia, e negli occhi è doloroso. Le versioni più concentrate, come l'aceto non diluito o l'essenza di aceto, possono irritare la pelle. Nel dubbio si chiede al farmacista o al pediatra.
Posso usare l'aceto insieme al prodotto della farmacia?
Meglio chiederlo prima al farmacista. Aggiungere un rimedio casalingo a un prodotto specifico non lo rende più efficace, e in alcuni casi può interferire con il modo in cui agisce.
Meglio aceto bianco o aceto di mele contro i pidocchi?
Non cambia nulla: nessuno dei due ha prove di efficacia contro i pidocchi, e la loro acidità è simile. Né l'aceto bianco né quello di mele uccidono pidocchi o lendini. Cambia solo la delicatezza sulla pelle, non il risultato.
Quanto tempo si lascia l'aceto sui capelli?
Non esiste un tempo di posa di provata efficacia, perché l'aceto non è un trattamento contro i pidocchi. Lasciarlo più a lungo non aumenta il risultato, aumenta solo il rischio di irritare la pelle. Per un prodotto che agisce davvero, chiedi al farmacista.
L'aceto e il bicarbonato funzionano contro i pidocchi?
No. Insieme fanno una schiuma effervescente, ma è solo la reazione tra i due: non agisce sui pidocchi né sulle uova. Sul cuoio capelluto graffiato, anzi, è più facile che bruci.
L'aceto previene i pidocchi?
No. L'odore dell'aceto non tiene lontani i pidocchi, che passano per contatto diretto tra le teste. Non esiste un repellente casalingo che eviti il contagio: contano il controllo regolare col pettine e intervenire presto.
Fonti
ISS EpiCentro — Pediculosi (Istituto Superiore di Sanità): schiusa delle uova in 7 giorni, seconda applicazione dopo 7-10 giorni, pettine a denti fitti
NHS — Head lice and nits (servizio sanitario britannico): i rimedi casalinghi difficilmente funzionano